LA MEMORIA NON SERVE QUASI PIU'
Come vivremo tra 15 anni? Come cambieranno le nostre abitudini in un mondo sempre più tecnologico e velocizzato? Difficile fare previsioni. Però un’idea possiamo farcela se solo pensiamo a quanto è cambiato il mondo negli ultimi 15 anni. Quante cose sono state “uccise” o rese obsolete da internet? Il Telegraph si è divertito ad elencarne alcune: il televideo, gli elenchi del telefono, gli album fotografici, le lettere e le cartoline, i negozi di musica, le riviste e i dvd pornografici. Perfino il “mestiere più antico del mondo”, la prostituzione, ha progressivamente abbandonato le strade per mettersi in mostra nelle più confortevoli stanze virtuali che evidentemente assicurano contatti soddisfacenti con i clienti.
Profondamente cambiato anche il rapporto tra i cittadini e l’informazione: in qualsiasi angolo del mondo ci troviamo è sufficiente un computer o un cellulare per accedere alle notizie di casa nostra. Non sono solo gli oggetti ad essere spariti, anche le nostre abitudini sono cambiate: difficile ormai ascoltare un cd dall’inizio alla fine, la musica digitale ha esaltato le playlist che consentono una sequenza di singoli brani di nostro gradimento. Perfino la nostra memoria non è più la stessa: prima di internet e dei cellulari ricordavamo a memoria numeri di telefono, date, ricorrenze, citazioni. Oggi ogni sforzo mnemonico ci appare superfluo: tutto quello di cui abbiamo bisogno è già nella rete, pronto ad essere evocato in ogni momento, con un semplice click.
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